Schegge di vita

27 marzo 2007

Metti una sera, in palestra

Premetto che certe sere, tirarmi fuori da casa per andare in palestra e' uno sforzo paragonabile solo al tentativo di uscire dalle sabbie mobili, ma il mio senso del dovere me lo impone e, una volta li', sono persino contenta di aver combattuto la mia strenua battaglia contro la mia pigrizia genetica, e alla fine dell'allenamento mi sento scarica e rigenerata.

Quell'oretta di tapis roulant e' per me un altro momento di riflessione e soprattutto di osservazione. Auricolari collegati all'MP3 con la mia cartella di musica che ho appositamente chiamato Energy, mi guardo in giro per "classificare" i frequentatori della mia palestra. Che, tra l'altro, non e' neanche un brutto ambiente, perlomeno non e' pieno di fighetti della razza peggiore, quelli che guardano tutti con aria di estremo disprezzo.

Diciamo che piu' che altro c'e' qualcuno che "se la tira", o meglio, si da' le arie di quello che "se la tira", ti guarda con aria di superiorita', ma l'angolo delle labbra accenna ad un sorriso.

Individuo un gruppetto di amiche, sono in tre, tute scintillanti, modello cartellino-appena-staccato, si avvicinano con aria agguerrita alla fila di cyclette, si siedono su tre di queste, affiancate, e chiacchierano di parrucchiere e vestiti pedalando al ritmo di una gita in campagna. Dopo dieci minuti, con asciugamani glamour, si asciugano un sudore inesistente e si avviano agli attrezzi. Le ho osservate bene. Me le voglio ricordare perche' sara' difficile che le riveda in palestra (lo so per esperienza personale... prima di diventare una sportiva convinta, avevo finanziato una mezza dozzina di palestre a fondo perduto, con sottoscrizioni di almeno un anno e frequenza limitata ai primi due giorni).

I ragazzi si dividono in due categorie: quelli che i muscoli ce li hanno, e quelli che li vorrebbero. Entrambi sono accomunati dallo sforzo fatto per tirare su i pesi, i primi da 50 kg in su, i secondi sotto i 10...

E poi guardo gli istruttori. I maschietti hanno un'aria innocua e infondono sicurezza, le ragazze, purtroppo, hanno la stessa femminilita' di un lottatore di wrestling. Spalle rialzate, sguardo incazzoso, addome ritratto, sembrano proprio dei piccoli soldatini (ma non come Demi Moore in Salvate il Soldato Jane...), roba da far passare la voglia di coccole anche al piu' romantico degli ometti.

E io? Io sono nella fase ipercritica, mi confronto sempre con tutte le altre che sono alte/slanciate/giovani e mi sento brutta e nera come Calimera, ma non mollo, il timer segna 54 minuti, fra un minuto inizia il defatigamento e io mi sentiro' come il piccolo pulcino nero appena uscito da un ammollo con AVA... come LAVA!

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12 marzo 2007

E adesso vi mostro....

cosa ho prodotto domenica pomeriggio, per scacciare i pensieri negativi relativi alla imminente settimana lavorativa...

Questa e' la copertina di un album a "portafoglio" che ho fatto utilizzando varie tecniche di scrapbooking:


stamping
embossing
scrap cucito
distress ink
bottoni
punches






In quest'altra foto potete vedere la copertina aperta (con anche il retro)












E questo e' l'interno dell'album, con i file folders dotati di angolini portafoto realizzati con i punches.














Che ne pensate?

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Shopping 2: la vendetta

E come promesso, eccomi qua a condividere con voi l'esperienza della spesa alimentare.

Solitamente a questo momento mistico ci si avvicina (per noi povere lavoratrici compulsive) la sera tardi o nel fine settimana, e si cerca di scegliere quei giorni o quegli orari nei quali l'incursione in un supermercato ha conseguenze di portata contenuta. Eh gia', perche' addentrarsi in quei luoghi di perdizione al sabato, intorno alle ore 16, ha delle controindicazioni che neanche un ordigno nucleare riporta sulla sua bella etichetta.

Si entra armate delle migliori intenzioni e di una minuscola lista buttata giu' velocemente a matita sulla linguetta di una busta di 10*15. Il tutto e' scritto in caratteri lillipuziani, anche perche' gli articoli sono 750 (sono passati 96 giorni dall'ultima volta che abbiamo avuto il coraggio di andare a fare la spesa) e lo spazio e' risicato anche per un miniaturista provetto.

Si inizia sempre a fare un giro in quelle corsie dove gia' sappiamo che non ci serve niente, ma ci andiamo lo stesso perche' puo' esserci sfuggita qualcosa, e magicamente qualcosa era sfuggita davvero, e mentre ci avviamo verso il reparto alimentari ci ritroviamo nel carrello 12 ciotole di terracotta con candele alla citronella (non abbiamo neanche il balcone!!), una confezione di mollette da bucato a forma di condor dell'Himalaya e una bella bottiglia di acqua per il ferro da stiro al profumo di notti tropicali (che poi, una volta a casa ti accorgi che non e' adatta per la caldaia... e il ferro a caldaia e' proprio lo strumento che utilizzi per stirare!).

Ok, ok, adesso concentriamoci sulla lista... Pero' prima vediamo se ci sono offerte in giro. Abbiamo la dispensa talmente vuota che se ci respiriamo dentro l'eco ci rimanda il suono di un sinistro lamento, e allora... perche' no? Quei bei tre per due di conserva di pomodoro potrebbero fare al caso nostro. Ma tre lattine di pomodoro pelato, per quel prezzo li', sono poche, 6 sono meglio. E adesso, ma giuisto per quando siamo veramente strettissime coi tempi, un po' di carne e tonno in scatola, ma da tenere davvero solo per le emergenze... e poi i legumi, il mais, la soia, i sottaceti... Sistemiamo con ordine tutti i barattoli e le lattine in due strati nel carrello, per lasciare spazio per il resto, e ci avviamo al reparto frutta e verdura. Scelti accuratamente i frutti e i vegetali di nostro gusto, ci avviamo alla bilancia a pesare. Nonostante siano le 20.30 del lunedi' sera, tutte le bilance sono prese d'assalto, e ci tocca metterci in fila.

Al reparto vini facciamo un giro perche'... dovesse capitare una cena improvvisa, dobbiamo essere in grado di prelevare dalla nostra cantina il vino adatto all'occasione e al cibo proposto. Ma non piu' di un paio di bottiglie (la cantina, al contrario della dispensa, ha un aspetto florido e variegato), e alla fine nel carrello ce ne sono 7.

L'ultima tappa e' al reparto acque minerali. Con sconforto ci rendiamo conto che il carrello e' gia' superpieno, e, rincantucciate in un angolino, cerchiamo di trovare lo spazio indispensabile per impilare almeno due cassette d'acqua (ed evitare cosi' di chiedere a parenti, vicini di casa, amici con i quali siamo piu' o meno in confidenza se per caso, andando a fare la spesa, hanno la possibilita' di prenderci una mezza dozzina di bottiglie), e gia' sfinite per la fatica del trasporto di un carrello che avra' dentro almeno 12 tonnellate di roba, ci avviamo all'ultimo ostacolo del nostro percorso.

Da lontano adocchiamo la cassa che in quel momento ha meno fila, ma quelle 12 tonnellate ci regalano l'abilita' di un pachiderma con un arto ingessato, e quando finalmente riusciamo ad avvicinarci alla cassa prescelta, troviamo gia' in coda altre due persone che non fanno la spesa, anche loro, da almeno 96 giorni.

Nell'attesa inizia il logorio psicologico derivante dal pensiero di dover togliere tutta la spesa dal carrello, posizionarla sulla cassa con un minimo di criterio che ci aiuti poi: a) nella sistemazione all'interno delle buste; b) nella suddivisione logica degli articoli, in modo da facilitare la sistemazione negli scaffali, una volta a casa.
E cosi', quando finalmente il divisorio in legno indica che il cliente successivo siamo noi, iniziamo la meticolosa cernita con relativo appoggio sul nastro della cassa. Finalmente e' il nostro turno, e la cassiera, con velocita' supersonica, inizia a scannerizzare i codici a barre e a lanciare tutti i nostri articoli, alla rinfusa, dal lato della cassa nel quale noi dovremmo riempire le buste. Esasperate dalla solerzia della cassiera, abbandoniamo il proposito della suddivisione merceologica e infiliamo tutto come capita nelle 24 buste di plastica di cui ci siamo fatte approvvigionare. Una volta sistemato tutto in equilibrio precario dentro al carrello, che ci accompagnera' fino al baule dell'auto, vediamo le due confezioni da 24 litri di acqua che ci guardano con aria interrogativa.... e ci tocca ritirare giu' tutto per poter almeno evitare che le bottiglie ruzzolino giu' nell'ultimo tratto del percorso.

La sistemazione nel bagagliaio avviene sempre in maniera piu' o meno spasmodica perche', anche se sono gia' quasi le 21.30, e si presuppone che fra mezzora il supermercato chiuda, dietro alla nostra macchina, con le quattro frecce, c'e' gia' un'altra lavoratrice compulsiva che aspetta (la sua riunione deve essersi protratta piu' del previsto), e, prese da un attacco di compassione, ci auguriamo che riesca almeno a fare in tempo a vedere l'inizio del programma in seconda serata, su Canale 5, quello che noi guardiamo sempre perche' ci accompagna dolcemente fra le braccia di Morfeo.

Fra 96 giorni ci tocchera' ripetere l'esperienza.

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12 febbraio 2007

De Casalinghitudine

Ho trascorso un singolare weekend con un'amica che ha appena preso possesso di un grazioso bilocale di nuova costruzione dotato di tutti i confort e perfettamente adatto ad una donna in carriera che passa fuori da casa almeno 12 ore della sua giornata.

Caldo, accogliente, vitale, perfetto scenario di cenette non troppo chiassose e allargate, questo spazio ha avuto il potere di trasformare un giovane virgulto manageriale in un MOSTRO DI CASALINGA!!!!!

Ho visto cose che voi donne del 2007 non riuscirete neanche ad immaginare... Cristina con lo straccio in mano intenta a scrutare in controluce l'anta del pensile della cucina per scorgere una impudente impronta digitale, oppure arrampicata sulla scala a togliere polvere inesistente dal faretto montato non piu' di una settimana fa... per non parlare del vigore e della solerzia con le quali si accaniva contro quello screanzato pulviscolo che osave puntinare i vetri delle sue finestre gia' superlucide e sottoposte comunque ad ulteriore, energico strofinamento...

Le ragioni di questa inconsulta metamorfosi vanno ricercate forse nel background abitativo della suddetta, che per anni ha avuto la sua tana in un monolocale in affitto, dotato, certo, anche quello, di tutti i confort, ma in scala molto ridotta, come si potra' bene immaginare...

L'augurio che le faccio (e che mi faccio, se voglio salvare un'amicizia e il mio sistema nervoso :-PPP) e' che si verifichi presto la metamorfosi inversa e che la vocazione di Cenerentola si trasformi ben presto in quella della Bella Addormentata...



Uno scorcio dell'appartamento stregato.

08 febbraio 2007

Sono maniaca

Intendiamoci, ci sono modi e modi di essere maniaci, io credo che il mio sia il peggiore. Mi appassiono praticamente a tutto quello che mi circonda e che mi viene mostrato da amici e conoscenti, dalle riviste, dalla televisione, e quando scatta la scintilla e' l'inizio della fine. Devo conoscere tutto della mia nuova passione, devo possedere tutto quello che la riguarda, e dalla passione alla mania il passo e' breve...

Esempi? Quanti ne volete:

- the: ho unn archivio di the provenienti da tutti gli angoli piu' reconditi dell'universo, naturali e aromatizzati, verdi, neri, bianchi, rossi, in polverine, in fiorellini, in foglie intere (il tipo piu' pregiato), per non parlare di tisane e tisanine, alla frutta, bacche, fiori, spezie e chi piu' ne ha, piu' ne metta
- bagnoschiuma profumati: tutti, rigorosamente, richiamano roba alimentare, preferibilmente di pasticceria... arancia e cannella, vaniglia, cioccolato (con tutte le sue varianti, tipo cioccolato e menta),zenzero, caramello, panna, crema pasticcera, zucchero filato, qualche divagazione ogni tanto nel campo floreale, ma per poi tornare subito al genere alimentare (forse compenso il fatto che sono eternamente a dieta?)
- creme per il corpo e profumi: vale lo stesso discorso fatto per i bagnoschiuma. Tante, di tantissime profumazioni diverse. Faccio fatica a finirne una perche' ne uso 12 contemporaneamente - e per i profumi e' uguale...
- hobby: e qua non apriamo un capitolo, ma un vero e proprio tomo di un'enciclopedia. Ho provato di tutto, proprio di tutto, e questo vuol dire che, con la mia predisposizione al possesso, ogni volta che ho iniziato una nuova avventura creativa, mi sono procurata non soltanto quello che potremmo definire lo "starter kit", ma diciamo un "advanced kit" completo anche del superfluo, e in quantita' che non rischio di esagerare definendole industriali (tra gli hobby che hanno richiesto l'esborso economico piu' cospicuo citerei il patchwork e le perline, ma la trattazione piu' in dettaglio della materia merita un post a parte). Adesso e' arrivato lo scrap (mannaggia alle mie amiche che mi hanno tirata dentro :-P), e si preannuncia gia' come un'impresa costosissima - per la variegata tipologia del materiale necessario.
- collezioni: mug, angioletti, tutto quello che raffigura mucche, galline, zucche, libri di ricette esotiche (dai, davvero? Non ho altre forme di accumulo compulsivo???)
- libri: a parte quelli che ho accumulato nella prima parte della vita, soprattutto di letteratura straniera (visto che ho studiato lingue all'universita'), ultimamente la passione per la lettura mi ha spinta a comprare almeno una decina di libri al mese, di tutti i generi, dal romanzo alla saggistica, passando, ovviamente, per i manuali di arti creative. Risultato? Dal prossimo mese temo che prima dei libri debba entrare in casa un'altra libreria :-)
- ultima mania - in ordine di tempo - la biancheria intima. Non resisto davanti ad un espositore di pizzi colorati, e solitamente non mi limito a portare a casa un completino, ma la collezione intera della stagione corrente.

E adesso lancio una sfida ai lettori del mio blog... vediamo se siete capaci di contagiarmi qualche altra mania?????????

Chi di shopping ferisce....

Stavo chiacchierando telematicamente con alcune amiche, e mi e' venuta la curiosita' di sapere se, come me, preferiscono andare a far shopping da sole o preferiscono andare con la corte al seguito. Io personalmente, dopo anni ed anni di onorata pratica della suddetta attivita', ho deciso che preferisco andar da sola, e di seguito trovate le mie motivazioni:

Quando esci da un camerino, in un negozio di abbigliamento, c'e' sempre quello che ti dice che non ti sta bene il colore, che la giacca ti tira, che "io non mi comprerei mai una cosa del genere" "perche' non provi questo" (e nel frattempo tu stai reprimendo un conato di vomito).

Invece, per magia, quando indossi qualcosa che hai comprato DA SOLA, diventa la cosa piu' normale del mondo vedertela addosso e farti anche i complimenti per come ti sta.

E quindi specie per I vestiti e le scarpe, lo shopping si fa rigorosamente DA SOLI.

Altro posto in cui e' una vera goduria andar da soli e' l'Ikea (basta non farlo piu' di una volta ogni tre mesi, altrimenti diventa dannoso per il portafogli): in quelle due orette tu parti dal piano di sopra con la tua borsina gialla sgonfia che ad ogni passaggio di ambiente diventa sempre piu' robusta, finche' ti pare un miraggio arrivare al Paradiso dei bambini, con conseguenti scale che ti portano alla zona "mercato", dove puoi finalmente scaricarti tutta quella zavorla e metterla in un capiente carrello che poi scopri che tanto capiente non e' perche', appena superata la zona cucina e' gia' strapieno e li' desidereresti avere al seguito qualcuno che ti spinga il secondo carrello (me il desiderio dura il breve attimo di un batter di ciglia). Allora diventi Mandrake per sistemare tutto incastrandolo con precisione millimetrica e gia' sudi pensando al fatto che dovrai ri-tirare tutto fuori per poggiarlo sulla cassa e neanche se interviene la Fatina di Pinocchio riuscirai a rimettere tutto dentro il carrello e arrivare alla macchina, dove ci sara' la terza tappa del delirio... :-))))

L'excursus e' to be continued con altre tipologie di shopping... :-)

04 febbraio 2007

Una nuova passione?


Ebbene si, mi mancava solo lo scrap, poi per il resto ho provato praticamente di tutto (beh, quasi...). E adesso, grazie ad un gruppo di amiche ritrovate, eccomi qua a fare i miei primi passi in questo mondo a me finora conosciuto soltanto in teoria, ma che sono certa mi dara' grandi soddisfazioni! E visto che sono molto orgogliosa dei miei primi esperimenti, metto qua le foto delle mie creazioni di scrapbooking (ovviamente ancora tutte in fieri, visto che a me piace iniziare 100 mila cose contemporaneamente e finirle... beh, quando capita!)





Ho gia' capito pero' che la mia passione e' l'utilizzo di supporti alternativi, quindi signori e signori so gia' che NE VEDREMO DELLE BELLE!!

15 gennaio 2007

Ritorno alla creativita'!


Si, io sono una creativa, lo sono sempre stata, fin da bambina. Il problema e' che, periodicamente, io ho bisogno di cambiare del tutto le mie abitudini per non cadere in un tran tran che per me si rivela una trappola pericolosissima! E quindi, dopo un 2006 in fase creativa indiscutibilmente calante, eccomi arrivata nel 2007 con uno spirito craft tornato al suo atavico splendore! E per iniziare bene il 2007 ho deciso di partecipare ad un corso sulla lavorazione del feltro che in realta' si e' rivelato di un faticoso inimmaginabile... Pero' tutto sommato ho trascorso una giornata diversa, ho aggiunto un altro capitolo alle mie abilita' manuali e... come si dice... ho imparato l'arte ma penso proprio che, almeno per il momento, la terro' da parte!!!!!!

Nella foto si vede il gruppo di creative al lavoro...